Celebrazione con don Paolo del 15 Settembre

15 Settembre 2021
20° anniversario di Don Paolo Monelli
Presentazione progetto valorizzazione chiesa di Maranello 

S Messa

Noi facilmente vediamo, nella sofferenza altrui, la volontà di Dio, ed è giusto, ma soffriamo davvero con quelli che soffrono?
Chiediamo alla Madonna che unisca in noi questi due sentimenti che formano la compassione vera: il desiderio che coloro che soffrono riportino vittoria sulla loro sofferenza e ne siano liberati e insieme una sottomissione profonda alla volontà di Dio, che è sempre volontà di amore.

Dalla lettera agli Ebrei 5,7-9

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Salmo 31 – Salvami, Signore, per la tua misericordia.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio.

Vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia.

Dal Vangelo secondo Giovanni 19,27-27

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Parola del Signore.

OMELIA: accogliere “il Forte” che si fa debole.

Dopo la festa dell’ “esaltazione della Santa Croce” di ieri, oggi celebriamo la memoria della Beata Vergine Addolorata.

Nella vita ci troviamo, alle volte, al posto di Maria, sotto la Croce di Gesù, a pregare senza sapere bene perché e senza sapere bene cosa chiedere.

Gesù non ci abbandona mai; eppure ci affida gli uni agli altri. Affida Giovanni a Maria e Maria a Giovanni.

La più “grande” in ordine di santità è Maria eppure abbiamo sentito che “il discepolo l’accolse con sé”. Certo per la mentalità del tempo è l’uomo che doveva “prendersi cura” della donna, ma a me piace pensare che sia Giovanni a dover accogliere Maria anche perché è sempre il “più grande” (la più grande in questo caso) quello che si fa più piccolo.

Quanto si fa piccolo Dio per noi?

Ci lascia sempre liberi anche di fronte alle croci. Siamo sempre noi a dover accogliere Lui ed a poterlo rifiutare. L’invito allora per me e per voi è quello di non chiuderci mai, nemmeno nei momenti della sofferenza, alla grazia di Dio. Accogliamo Gesù che viene a noi anche “stando” sotto la croce.

SALUTO FINALE: camminiamo assieme

Vari sono i motivi che ci hanno portato alla celebrazione di questa sera che, ricordo sempre, è una celebrazione EUCARISTICA e quindi di ringraziamento. Avrò modo, alla fine della presentazione artistica, di fare alcuni ringraziamenti, in questo momento però, mi permetto di ricordare in particolare il 20° anniversario della mia ordinazione sacerdotale.

Se è vero che, di solito, si ricordano i 10, 25 e 50 anni è anche vero che è bene ricordare e celebrare tutti gli anniversari ed ho desiderato festeggiare con voi questi 20 anni tondi.

Domenica sera ero a Camposanto (nella Bassa), dove sono stato ordinato, ed ho avuto l’onore di presiedere la processione per le vie del paese.

Davanti c’era la croce, dietro io con il Santissimo, poi la statua di Sant’Eurosia e poi tutti i fedeli.

Io tenevo lo sguardo fisso sull’Eucaristia ed ogni tanto guardavo la Croce che mi precedeva, per seguire la via, e, di tanto in tano, mi permettevo di ammirare le case attorno (profondamente cambiate in 20 anni anche a causa del terremoto).

Non vedevo le persone: se non i tre: uno che portava la Croce e due al mio fianco che portavano i ceri, ma ero sicuro che c’erano, sentivo la loro voce in preghiera. Ripensavo al Vangelo di Domenica (Marco 8,27-35) dove Gesù spiega ai suoi discepoli (e a Pietro) che la via del discepolo è quella della fiducia, della sequela del Maestro e che passa anche attraverso la croce.

Domenica prossima sentiremo ancora un annuncio della Passione, ma i discepoli non capiscono. Ripenso al mio cammino di sacerdote: alle strade percorse, alle persone incontrate, ai vari traslochi, ai terremoti ed alle ricostruzioni. In certi momenti ho camminato spedito ed in altri non conoscevo le vie, le case, le persone ed il passo si faceva più lento ed incerto, ma ho sempre cercato di fissare l’Eucaristia, seguire la Croce ed affidarmi.

Ringrazio il Signore perché non mi ha mai lasciato da solo.

Ringrazio voi qui presenti perché possiamo, per questo tratto, camminare assieme.

Non dobbiamo avere paura del cammino che verrà perché se fissiamo lo sguardo su Gesù e seguiamo la Croce, che sempre ci deve precedere, non smarriamo la strada. Alle volte capiterà di non conoscere la via e nemmeno tanto i compagni di viaggio, ma con il Signore ci sentiremo sempre al sicuro ed a casa.

Mi sento obbligato a rispondere, in un certo senso, a tante domande fatte in questo periodo sul mio conto e non solo. Parlo solo di me, com’è giusto.

il 15 Settembre 2013, come oggi, ho salutato i parrocchiani di Santa Teresa (Modena) perché sarei venuto a Maranello, oggi 15 Settembre 2021, dopo 8 anni, non devo ancora salutare voi, non vado via da Maranello (per vostra gioia o dolore), ma certo siamo e sono in cammino e quindi non saremo assieme per sempre.

Quando sono arrivato, se vi ricordate, ho detto: “sono l’ultimo arrivato e sarò il primo a partire”; la parrocchia è vostra!

In Diocesi ci sono molte necessità ed io sono, pur con i miei limiti, disponibile al nostro Vescovo ed al territorio e dopo otto o nove anni è anche giusto prospettare un avvicendamento per continuare a seguire al meglio la volontà del Signore.

Vi invito a leggere tutto nell’ottica del Sinodo che comincerà il 10 Ottobre prossimo 2021 e avrà un primo punto d’arrivo diocesano nell’estate 2022 e poi una concretizzazione nel Sinodo dei vescovi nell’Ottobre 2023.

Camminiamo, camminiamo assieme, non temiamo di affidarci al Signore e ricordiamoci che, come ha detto il Papa: “ Il tempo è sempre superiore allo spazio. Lo spazio cristallizza i processi, il tempo proietta invece verso il futuro e spinge a camminare con speranza”. Non importa “dove” sarò, dove “sarai”, dove “saremo” fra un anno o due, ma importa se saremo o non saremo in cammino verso il Paradiso, se saremo o non saremo in cammino dietro la Croce, se saremo o non saremo in cammino verso la stessa meta. Solo se si cammina verso la stessa meta ci si avvicina sempre di più, altrimenti anche in uno spazio di pochi metri si può restare lontanissimi.

Vi voglio bene, pregate per me ed io per voi.

Beata Vergine Addolorata: Prega per noi.

INTERVENTO FINALE: grazie

Ho già parlato anche troppo, ma in questo contesto non posso non prendere la parola per dire qualche grazie.

Ringrazio tutti voi qui presenti, la Dott. Roversi Simona dalla curia di Modena e le altre autorità religiose e civili.

Mi permetto di cominciare “da capo” in questa “storia virtuosa”.

Ringrazio Carla Gibellini (Soragni) per il restauro del primo quadro dell’Immacolata sistemato circa due anni.

Ringrazio per la sistemazione della cappella del Crocifisso.

Ringrazio una benefattrice (che non vuole essere nominata) per la pulitura ed il restauro della statua dell’Assunta.

Ringrazio Giorgio Cavazzuti che ha provveduto alla pulizia ed al restauro della “grotta di Lourdes” (pittura, pulizia sassi e statue)

Ringrazio Arnaldo Corazza che ha seguito vari lavori e soprattutto quello del portone lo scorso anno e del cortile della Parrocchia con una pazienza indicibile.

Ringrazio Simona Zanasi per la giornata di oggi che è stata celebrata in memoria di Umberto Zanasi (suo papà). È lei che ha offerto i fiori che vedete, ha provveduto al restauro del secondo dipinto sempre dell’Assunta e voluto il progetto della “valorizzazione” della chiesa con le targhette illustrative.

Ringrazio Ivan Zanasi della Norton che ha provveduto alla posa delle targhe, dell’illuminazione e degli allarmi.

Ringrazio Massimiliano e Giorgia (ed i collaboratori della loro società Save Itanian Beauty) per la pazienza nel seguire e coordinare la maggior parte di questi lavori, oltre che per la pazienza nel sopportare me che non sempre riuscivo a star loro vicino come si doveva.

Se siamo qui oggi lo dobbiamo sia al Signore che ai nostri cari.

Cari genitori e/o nonni una chiesa (e mi riferisco anche alla struttura) bella, pulita, accogliente e “parlante” è quanto di meglio possiamo lasciare ed offrite ai nostri figli ed ai nostri nipoti.

Grazie d Paolo